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Annastella, astro nascente della musica classica barese

 

 

Mendelssohn opera 19 n. 6

 

Nino Rota preludio XIII

 

Schubert opera 90 n. 2

A solo nove anni sa essere così brava, Chissà a vent'anni che artista sarà!

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Franco Corelli, il mito verso l'eternità

Mi è stata segnalata questa chicca di un grande della lirica, Franco Corelli, che volentieri pubblico. Nacque da una famiglia di cantanti lirici: il nonno Augusto Corelli fu tenore di buon livello e due zii paterni furono tenori coristi. Dapprima incerto sulla scelta di tentare una carriera professionale nella lirica, anche perché osteggiato dalla famiglia, dopo una prima infelice esperienza presso il "Conservatorio Musicale Rossini" di Pesaro conseguì il diploma di geometra e nell'immediato dopoguerra si impiegò per alcuni anni presso il comune di Ancona, proseguendo sporadicamente gli studi di canto. Seguendo poi l'esempio del fratello, che studiava come baritono, e con l'aiuto dell'amico Carlo Federico Scaravelli, che rimase un costante punto di riferimento per tutta la sua carriera, giunse al noto maestro Arturo Melocchi di Pesaro, i cui insegnamenti riconoscerà determinanti. Grazie a una voce di rara ampiezza ed estensione, nel 1950 fu ammesso a un corso di perfezionamento presso il Teatro Comunale di Firenze; l'anno successivo vinse il concorso del Teatro lirico sperimentale di Spoleto e debuttò il 26 agosto 1951 nella Carmen di Bizet, manifestando già dall'inizio della carriera la prevalente vocazione ai ruoli di genere lirico-spinto e drammatico. Nel 1950 debuttò con la grandissima Callas alla Scala di Milano. Il 27 gennaio 1961 debuttò al Teatro Metropolitan di New York nel ruolo di Manrico de Il trovatore (al fianco di un'altra debuttante d'eccezione: Leontyne Price), dando inizio a una carriera americana lunga e proficua. Al Metropolitan rimase per sedici stagioni consecutive, cantando le opere del grande repertorio: Don Carlo, Aida, La forza del destino, Ernani di Verdi, Turandot, Tosca, La fanciulla del West, La bohème di Puccini, Andrea Chénier, Cavalleria rusticana, Pagliacci, Adriana Lecouvreur del repertorio verista. Apparve inoltre ne La Gioconda, Romeo e Giulietta, Werther, Lucia di Lammermoor.  Nel 2003 si spense a Milano per le conseguenze di un ictus

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Un grande tra i grandi: Luciano Pavarotti

 Standing ovation senza precedenti che lo chiama al sipario per ben 17 volte, un record finora imbattuto.

Il giovane Pavarotti decise di non intraprendere subito una carriera musicale vera e propria, evitando così il conservatorio di musica. Per un lungo periodo invece dedicò i suoi studi all'insegnamento, per diventare un insegnante di educazione fisica ed insegnare in seguito alle scuole elementari per due anni, dopo essersi iscritto nell'istituto magistrale di Modena (la stessa scuola frequentata anche da Francesco Guccini). Pur proseguendo la sua carriera nell'insegnamento, non aveva abbandonato gli studi di canto con il tenore Arrigo Pola (di cui manterrà canoni e principi nella sua futura carriera) e alla partenza di questi per il Giappone, tre anni dopo, proseguì la sua preparazione con il maestro Ettore Campogalliani, con il quale perfezionò la tecnica del fraseggio e della concentrazione. Per sua stessa ammissione, i due sono restati per sempre i suoi unici e onorati maestri. Negli anni successivi, entrato a pieno regime nel mondo della lirica e sempre continuando i suoi studi canori, il giovane tenore ottenne un primo successo musicale in una delle sue esibizioni con il padre in Galles, nel corso del Festival di Llangollen dove si aggiudicò il primo premio. Nel 1961 ottenne il primo riconoscimento personale, nel Concorso Internazionale Achille Peri. La vittoria di questo concorso consentì al giovane Pavarotti di esibirsi davanti al grande pubblico, come il 29 aprile 1961 quando ottenne la sua consacrazione artistica salendo sul palcoscenico del Teatro Municipale di Reggio Emilia per interpretare il ruolo di Rodolfo ne La Bohème di Puccini, diretta da Francesco Molinari Pradelli. Per ammissione dello stesso tenore, l'opera pucciniana è rimasta quella più rappresentativa del suo repertorio, tanto che Rodolfo sarebbe divenuto nel corso della sua carriera una sorta di suo alter-ego sul palco. La messa in scena de La Bohème fu riproposta in diverse città d'Italia ed ebbe addirittura alcune richieste all'estero; Pavarotti interpretava inoltre il ruolo del Duca di Mantova nel Rigoletto, a Carpi, a Brescia e al Teatro Massimo di Palermo, dove, sotto la direzione del maestro Tullio Serafin, ottenne un buon successo e consacrò la sua figura di tenore in tutta Italia. Sempre del 1965 la sua interpretazione de L'elisir d'amore di Donizetti, e ancora nello stesso anno si ebbe il suo debutto al Teatro alla Scala di Milano, dove il tenore fu espressamente richiesto da Herbert von Karajan per la La Bohème di Puccini; visto il successo, l'anno seguente Pavarotti fu chiamato nuovamente per la Messa da Requiem in memoria di Arturo Toscanini. Nel 1966 l'esibizione alla Royal Opera House di Pavarotti e la Sutherland ne La Fille du régiment di Donizetti, opera che permetterà al tenore di trasformarsi in leggenda sei anni più tardi. L'exploit arriva il 17 febbraio 1972, al Metropolitan Opera di New York, dove in occasione dell'esecuzione dell'opera sopracitata esegue nove do acuti, difficilissimi da emettere a voce piena, in maniera sciolta e naturale nell'aria "Ah, mes amis". Riceve una standing ovation senza precedenti che lo chiama al sipario per ben 17 volte, un record finora imbattuto. Nel maggio del 1984, si esibisce nel prestigioso Royal Opera House di Londra, e di fronte a Lady Diana e al marito Carlo d'Inghilterra oltre al pubblico di 2000 persone, celebra con una grandiosa interpretazione il concerto di beneficenza nella capitale inglese, ottenendo 5 minuti ininterroti di applausi dal pubblico e quattro chiamate in scena. Pavarotti arriva nel giugno del 1986 ad esibirsi a Pechino, per un concerto attesissimo al teatro al Teatro delle Esposizioni. L'esibizione ottiene grande riscontro dal pubblico, che richiama il maestro in scena per un secondo spettacolo ripreso in diretta dalle tv cinesi, italiane ed americane. Al primo spettacolo ne seguono altri nei giorni successivi (tra cui la Boheme), tutti accolti e seguiti con grande entusiasmo dal pubblico orientale. A partire dagli anni novanta, Pavarotti ha curato molto i concerti all'aperto, sfruttando stadi e parchi, che si sono rivelati dei buoni successi. Nel luglio del 1991, davanti ad un pubblico record di 330.000 persone, Pavarotti si esibisce a Londra, ad Hyde Park, con spettatori ancora una volta Lady D e il marito Carlo. Lo spettacolo colpì incredibilmente l'opinione pubblica inglese grazie alla carica di Pavarotti e alla sua incredibile voce, spingendo un gruppo di duecento tra artisti e personalità illustri inglesi a chiedere di conferire al tenore il titolo di Lord. Nel dicembre del 1991, allo stadio Pacaembù di San Paolo in Brasile, oltre 50.000 spettatori paganti si radunarono per il concerto di Pavarotti, terminato con uno spettacolo pirotecnico. Nel giugno 1993, oltre 200.000 si radunarono per ascoltarlo nel concerto gratuito Central Park (New York) , mentre in milioni seguirono lo spettacolo in diretta televisiva. A settembre dello stesso anno, all'ombra della Torre Eiffel a Parigi, riunì oltre 70.000 persone per un concerto trasmesso anche in diretta tv da Canal Plus A San Pietroburgo, 31 maggio 2003. Nel luglio del 2001 l'artista modenese si esibisce per la seconda volta ad Hyde Park a Londra, davanti ad un pubblico di 70.000 persone. Nel 2002, i dati di vendita delle produzioni di Pavarotti, indicavano oltre 65 milioni di copie vendute nei suoi oltre 30 anni di carriera. Nel 1998 si esibirono a Parigi in occasione della finale dei Mondiali di Francia e nel 2002 a Yokohama sempre per la finale dei campionati mondiali di calcio, questa volta in Giappone e Corea. Nel 2004, in occasione dell'addio ufficiale all'opera, al Metropolitan Opera House dove recitava la «Tosca» ha ricevuto un'ovazione dai 4.000 spettatori di 35 secondi quando è apparso sul palco poco dopo l' inizio del primo atto. Nello stesso anno ha tenuto un concerto all'Arena di Pola in Croazia, dove due anni prima aveva anche cantato con Placido Domingo e José Carreras. A febbraio del 2006 ha cantato durante la cerimonia di inaugurazione dei XX Giochi olimpici invernali, ultima esibizione dal vivo del Maestro, e nel luglio dello stesso anno è stato operato d'urgenza in un ospedale di New York per l'asportazione di un tumore maligno al pancreas.

LA VITA DI GEORG FRIEDRICH HANDEL (terza parte)

 

Care selve, con la splendida voce di Luciano Pavarotti

La svolta arriva all'inizio del 1705 con la prima opera scritta da Handel, “Almira”. E' un'opera scritta su libretto tedesco che già mostra molte delle qualità di fine strumentatore di Handel mentre appaiono ancora modeste le sue risorse di melodista. “Almira” totalizza trenta repliche e vede esaurirsi tre ristampe del libretto: successo e polemiche animate anche dal principale compositore cittadino, Reinhard Kiser, portano alla commissione di una seconda opera da parte dell'impresario del teatro. “Nero” (la cui musica è andata perduta) stavolta è un fiasco . Handel però raccoglie già i benefici del successo, come l'ammirazione di due importanti aristocratici di passaggio ad Amburgo, il principe Gian Gastone de' Medici e suo fratello Ferdinando che invitano il musicista in Italia. Anche se dubbioso, Handel decide di accettare ma rifiuta di farsi offrire il viaggio: nell'autunno del 1706 il ventunenne lascia Amburgo per recarsi nel bel paese.
A Firenze, prima tappa del viaggio, Handel è ospite di Cosimo III e frequenta la residenza di Ferdinando a Pratolino, dove incontra per la prima volta Alessandro Scarlatti. L'atmosfera della capitale del Granducato di Toscana è piuttosto sonnolenta ed Handel, intascata la commisione per un' opera, decide di trasferirsi a Roma, dove le cronache di Valesio ne registrano le sbalorditive prodezze all'organo in San Giovanni in Laterano già nel gennaio 1707. La vita musicale romana è intensa, imperniata sulle corti che nobili e cardinali mantengono nei propri palazzi. Spicca quella del cardinale Ottoboni, munifico nipote di papa Alessandro VIII, appassionato di musica, che mantiene un'intera orchestra a palazzo, possiede un'immensa biblioteca musicale e tiene al suo servizio Arcangelo Corelli, Antonio Caldara ed Alessandro Scarlatti.  Mentre già ha iniziato a dedicarsi alla musica sacra controriformista, Handel viene attratto nell'ambito di questa raffinata corte dove avviene il primo incontro con il genere dell'oratorio, forma musicale che si stava definitivamente affrancando dall'ambito chiesastico per assumere vita autonoma.
Nel 1707 il palazzo del cardinale Ottoboni ospita con grande successo l'esecuzione del primo oratorio handeliano: “Il trionfo del tempo e del disinganno”. Il libretto è firmato dal cardinale Benedetto Pamphilj.
Dopo l'estate Handel si trasferisce brevemente a Firenze per adempiere ai suoi impegni e tocca all' Accademia degli Infocati tenere a battesimo “Rodrigo”, prima opera italiana del “caro Sassone”, come hanno iniziato a chiamarlo.

Fine terza parte.

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LA VITA DI GEORG FRIEDRICH HANDEL (seconda parte)

Tratto da: “I Classici della musica”, collana a cura di Eduardo Rescigno
 

Handel's Allegro Maestoso (Water Music Suite 2)

Dopo un anno di studi nasce la prima raccolta di composizioni handeliane, un gruppo di sei sonate per oboe e basso continuo.
Il piccolo musicista comincia a viaggiare e la corte di Berlino è una meta obbligata. Il cembalista prodigio stupisce l' Elettore e sua moglie Sofia Carlotta e conquista le simpatie di uno dei musicisti di corte, Ariosti, ottenendo a denti stretti anche il rispetto di Giovanni Bononcini, di cui suona a prima vista una cantata irta di difficoltà tecniche. L'Elettore vorrebbe che il piccolo prodigio rimanesse a corte e progetta di mandarlo a studiare in Italia, ma sembra che la giovane età di Georg Friedrich, le necessità di famiglia ed i consigli di amici avveduti abbiano persuaso il ragazzo ed i familiari a declinare l'offerta. Sin da questo episodio giovanile emerge un aspetto peculiare del carattere di handel, che per tutta la vita pur mantenendo eccelenti rapporti con il potere sovrano e godendo spesso di protezioni altolocate, rifuggirà sempre da ogni impiego stabile a corte.
Handel studia ancora ad Halle quando nel febbraio 1697 muore il padre, per il quale il figlio minore compone un dolente poemetto che firma “G.F. Handel, dedicato alle arti liberali”. E infatti diligentemente nel 1702 si iscrive all'Università di Halle. Dopo solo un mese lo studente Handel riceve il primo incarico ufficiale di musicista. Il contratto con i padri della cattedrale di Halle, a fronte dell'alloggio e di cinquanta talleri di salario, prevede che Handel debba “suonare l'organo tutte le domeniche...in tutte le festività a anche in ogni altra occasione straordinaria”. Al termine del primo anno di prova Handel lascia il servizio di organista e parte per Amburgo.
Dopo il teatro di corte di Berlino, l' Opera di Amburgo era la più prestigiosa della Germania del Nord, dotata di una compagnia stabile e di una buona orchestra. Handel si ambienta rapidamente nella ricca città anseatica, impiegandosi come violinista nell'orchestra del teatro e dando lezioni di clavicembalo. Ad Amburgo conosce il compositore John Mattheson, che era anche attore, cembalista ed all'occasione perfino cantante. I due diventano amici e Mattheson, di quattro anni più grande, si impegna a introdurre il giovane nei circoli musicali cittadini. Il musicista di Halle si mostra ferrato in armonia e contrappunto, scrive in stile polifonico e improvvisa con straordinaria facilità, ma ad Amburgo si deve confrontare con lo stile italiano e francese, soprattutto nel campo operistico. Lo stesso amico Mattheson gli rimprovera un'eccessiva meccanicità nella composizione e scarsa dimestichezza con la melodia, caratteristica principale delle arie italiane tanto in voga.
Secondo il racconto di Mainaring, emerge anche il carattere impetuoso di Georg Friedrich che contende il posto di primo clavicembalo dell'opera a un musicista locale, il quale non accetta di essere surclassato e tenta di eliminare lo straniero a sciabolate, providenzialmente fermate da una voluminosa partitura.

C.A.

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VITA DI GEORG FRIEDRICH HANDEL

La storia di Georg Friedrich Handel inizia nella lontana cittadina tedesca di Halle, a trenta chilometri circa da Lipsia. Georg Handel padre proviene da una famiglia borghese ed è un apprezzato barbiere chirurgo, divenuto valet de chambre del duca di Sassonia-Weissenfels. Rimasto vedovo il sessantenne Handel sposa Dorothea Taust, figlia di un pastore luterano. Il primo documento che parla del figlio Georg Friederic Handel è proprio l’atto di battesimo conservato negli archivi della Liebfrauenkirche e datato un giorno dopo la sua nascita, il 24 febbario 1685. Nel medesimo anno nascono anche Johan Sebastian Bach e Domenico Scarlatti.

 

G. F.HANDEL - La Lucrezia

Tutte le informazioni sull’infanzia di Handel ci vengono dai “Memoirs of the Life of the Late Georg Frederic Handel” (1760), resoconto redatto da John Mainwaring basandosi sui racconti del fedele amico Jhon Cristopher Smith, che riferiva i ricordi diretti del musicista sassone. E’ questa la prima biografia di un  compositore che sia mai stata scritta. Da Mainwaring sappiamo che il piccolo Georg Friedrich mostra una spiccata propensione per la musica e nonostante le proibizioni del padre - che ne voleva fare un giurista- impara a suonare il clavicordo, portandone uno in casa di nascosto per esercitarsi. Mainwaring racconta come il giovane Handel commuovesse il padre seguendo lungamente a piedi la carrozza pur di poter far visita a corte al fratellastro Karl, molto più grande di lui, impiegato a Weissenfels come valletto. Durante una di queste visite sembra che il piccolo Handel attirasse l’attenzione del duca, suonando l’organo della cappella al termine della funziona liturgica. Grande appassionato di musica, il duca chiede di conoscere il figlio del suo cerusico, con il quale ha un franco scambio di idee: di avviso assai diverso rispetto ai cortigiani che disprezzavano la professione di musicista ed avevano persino suggerito di tagliare al ragazzo le dita per “guarirlo”, il duca consiglia di assecondare le inclinazioni naturali del piccolo Georg Fiedrich ed avviarlo agli studi musicali, promettendo di sostenerlo. 

 

Handel: Musette, larghetto

Il padre cede ed il giovane Handel viene dunque affidato all’organista della Liebfrauenkirche di Halle, Friedrich Wilhelm Zachow, che possiede un’ampia biblioteca di musiche di autori tedeschi ed italiani: Buxtehude, Kuhnau, Caldara, Corelli, Steffani, Bononcini,e Vivaldi. L’allievo divora manoscritti e partiture, impara a suonare l’oboe ed il violino, copia le composizioni dei diversi autori imparando a distinguerne gli stili, apprende i principi dell’armonia. Pare che Handel conservasse per tutta la vita un volume manoscritto di quegli esercizi che ancora J.C. Smith potè vedere e che – se ritrovato –potrebbe gettare nuova luce sugli anni di apprendistato del compositore. Dopo un anno di studi nasce la prima raccolta di composizioni handeliani, un gruppo di sei sonate per oboe e basso continuo.   

C.A.

Fine prima parte.

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Gli ABBA, un grande gruppo degli anni '70

 

Una delle più belle canzone del loro repertorio: Dancing queen

Gli ABBA sono stati un gruppo musicale pop svedese ed i rappresentanti musicali della Scandinavia più blasonati e di maggior successo. Si stima che abbiano venduto oltre 375 milioni di dischi in tutto il mondo, rendendoli uno dei gruppi più popolari nella storia della musica leggera e vendono ancora oggi due o tre milioni di copie all'anno. Gli ABBA hanno raggiunto un successo mondiale e sono considerati tra i più celebri esponenti della musica pop internazionale. Nella loro Svezia si stima inoltre che soltanto la casa automobilistica Volvo abbia ottenuto dei profitti maggiori. Si calcola che gli ABBA siano il quarto gruppo nella storia della musica come numero di copie di album vendute. Il nome del gruppo deriva da un acronimo formato dalle lettere iniziali dei nomi dei membri e lo si trova scritto anche come Abba. La prima 'B' nella seconda versione del logo del nome del gruppo appare rovesciata a partire dal 1976 in tutte le copertine dei loro dischi e del materiale promozionale. Il gruppo si costituì intorno al 1970 con la formazione che avrebbe sempre mantenuto: Björn Ulvaeus, Benny Andersson, Agnetha Fältskog e Anni-Frid Lyngstad (meglio conosciuta come "Frida"). Quattro anni dopo erano già all'apice della loro carriera musicale dopo aver vinto l'edizione dell'Eurofestival nel 1974 con Waterloo; da allora raggiunsero grande successo e popolarità mondiali. Al massimo della loro celebrità, entrambi i matrimoni dei componenti del gruppo (Björn con Agnetha e Benny con Frida) fallirono. Il gruppo si sciolse nel 1982 e, da allora, nessuna reunion è stata mai progettata dai quattro; nel 2000 fu proposto agli ABBA di riunirsi per un tour di 100 concerti in cambio di un compenso pari ad un miliardo di dollari, ma rifiutarono "per non deludere i fan". Il 15 marzo 2010 sono stati inseriti nella Rock and Roll Hall of Fame. Gli ABBA furono il primo gruppo non anglofono dell'Europa continentale a raggiungere un successo così ampio nei paesi anglofoni, come il Regno Unito, l'Irlanda, gli Stati Uniti, il Canada, l'Australia, la Nuova Zelanda ed il Sud Africa. Tra i loro più grandi meriti, ci fu la legittimazione dell'industria musicale scandinava come fonte di successo internazionale, spianando la via ad altri gruppi svedesi dei più svariati sottogeneri pop e rock come Ace of Base, Roxette, The Cardigans, Europe, Alcazar

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Eva Cassidy, il country a cavallo tra pop, jazz e rock

 

Eva Cassidy - Songbird

Ricevette la prima educazione musicale dal padre e imparò a suonare la chitarra. Fece parte di un gruppo musicale familiare, assieme al fratello Danny ed al padre Hugh, con cui si esibiva nell'area di Washington. Fece parte di un gruppo pop giovanile, gli Stonehenge, con cui suonava e cantava nei locali della zona. Nel 1986 fu scoperta dal produttore Chris Biondo, che la introdusse nel mondo musicale professionale e la spinse a formare un suo gruppo, la Eva Cassidy Band. Nel 1991 iniziò con Chuck Brown una collaborazione artistica che si concretizzò in diversi concerti, compreso uno al Blues Alley di Washington, nel 1996, da cui è tratto l'album dal vivo Live at Blues Alley, uscito postumo nel 1997. Eva Cassidy morì a causa di un melanoma nel 1996. Eva non ricevette grandi riconoscimenti per il suo lavoro mentre era in vita: rimase una cantante limitata all'area di Washington e non trovò una grande casa discografica che si interessasse a lei. Fu soltanto dopo la sua morte che, grazie alla trasmissione di alcune sue canzoni da parte della BBC Radio Two in Gran Bretagna, i suoi album divennero conosciuti e richiesti. Le sue registrazioni pubblicate postume hanno venduto più di quattro milioni di copie e, all'inizio del 2001, la sua raccolta Songbird ha raggiunto la posizione numero uno nella classifica inglese.

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Pink Floyd, complesso immortale

 

Wish you were here

I Pink Floyd sono stati una rock band britannica formatasi nella seconda metà degli anni sessanta che, nel corso di una lunga e travagliata carriera, è riuscita a riscrivere le tendenze musicali della propria epoca e a diventare uno dei gruppi più importanti della storia. Sebbene agli inizi siano stati influenzati prevalentemente dal rock psichedelico e dallo space rock, il genere al quale appartengono è in prevalenza il rock progressivo. Caratterizzati da testi filosofici, esperimenti sonori, grafiche innovative e spettacolari concerti, nel 2006 si è stimato che abbiano venduto oltre 250 milioni di dischi in tutto il mondo, di cui 74,5 milioni nei soli Stati Uniti d'America. I Pink Floyd hanno influenzato considerevolmente la musica successiva, dai gruppi progressive degli anni settanta, come Genesis e Yes, fino a musicisti contemporanei, come Nine Inch Nails e Dream Theater. Il gruppo, nato a Londra nel 1965, è formato dal cantante e chitarrista Roger Keith "Syd" Barrett, dal bassista George Roger Waters, dal batterista Nicholas Berkeley "Nick" Mason e dal tastierista Richard William "Rick" Wright. Nel 1968 si aggiunge al gruppo il chitarrista David Jon "Dave" Gilmour, che sostituisce Barrett, costretto ad abbandonare da problemi psichiatrici esacerbati dall'uso di droghe pesanti. La band, dopo essersi fatta notare grazie a lavori di stampo psichedelico, raggiunge la maturità con Atom Heart Mother e Meddle, e si afferma a livello mondiale con The Dark Side of the Moon e i successivi album, tra cui Wish You Were Here, Animals e The Wall, che consegnano i quattro alla storia del rock. La formazione non subisce sostanziali cambiamenti fino al 1985, escludendo una parentesi in cui Wright figura solo come turnista. Nel 1985 Waters abbandona il gruppo; i membri rimanenti pubblicano successivamente altri due album studio di notevole successo: A Momentary Lapse of Reason e The Division Bell. La formazione cessa la propria attività nel 1995, e si scioglie nel 2006, quando Gilmour nega ufficialmente la possibilità di una reunion. Con la morte di Wright, nel 2008, si spengono di fatto le speranze dei fan di rivedere la band con tutti e quattro i componenti.

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