Annastella, astro nascente
della musica classica barese
Mendelssohn opera 19 n.
6
Nino Rota preludio XIII
Schubert opera 90 n. 2
A solo nove anni sa essere
così brava, Chissà a
vent'anni che artista sarà!
___________________________
Franco Corelli, il mito
verso l'eternità
Mi è stata segnalata questa
chicca di un grande della
lirica, Franco Corelli, che
volentieri pubblico. Nacque
da una famiglia di cantanti
lirici: il nonno Augusto
Corelli fu tenore di buon
livello e due zii paterni
furono tenori coristi.
Dapprima incerto sulla
scelta di tentare una
carriera professionale nella
lirica, anche perché
osteggiato dalla famiglia,
dopo una prima infelice
esperienza presso il
"Conservatorio Musicale
Rossini"
di
Pesaro
conseguì il diploma di
geometra e nell'immediato
dopoguerra si impiegò per
alcuni anni presso il comune
di Ancona, proseguendo
sporadicamente gli studi di
canto. Seguendo poi
l'esempio del fratello, che
studiava come baritono, e
con l'aiuto dell'amico Carlo
Federico Scaravelli, che
rimase un costante punto di
riferimento per tutta la sua
carriera, giunse al noto
maestro Arturo Melocchi di
Pesaro, i cui insegnamenti
riconoscerà determinanti.
Grazie a una voce di rara
ampiezza ed estensione, nel
1950 fu ammesso a un corso
di perfezionamento presso il
Teatro Comunale di Firenze;
l'anno successivo vinse il
concorso del
Teatro lirico sperimentale
di
Spoleto e debuttò il
26 agosto 1951 nella
Carmen di
Bizet, manifestando
già dall'inizio della
carriera la prevalente
vocazione ai ruoli di genere
lirico-spinto e drammatico.
Nel 1950 debuttò con la
grandissima Callas alla
Scala di Milano. Il 27
gennaio
1961 debuttò al
Teatro Metropolitan
di
New York nel ruolo di
Manrico de Il trovatore
(al fianco di un'altra
debuttante d'eccezione:
Leontyne Price),
dando inizio a una carriera
americana lunga e proficua.
Al Metropolitan rimase per
sedici stagioni consecutive,
cantando le opere del grande
repertorio:
Don Carlo,
Aida,
La forza del destino,
Ernani di Verdi,
Turandot,
Tosca, La
fanciulla del West,
La bohème di
Puccini, Andrea Chénier,
Cavalleria rusticana,
Pagliacci,
Adriana Lecouvreur
del repertorio
verista. Apparve
inoltre ne
La Gioconda,
Romeo e Giulietta,
Werther,
Lucia di Lammermoor.
Nel 2003 si spense a Milano
per le conseguenze di un
ictus
______________________________
Un
grande tra i grandi: Luciano
Pavarotti
Standing
ovation senza
precedenti che lo
chiama al sipario
per ben 17 volte, un
record finora
imbattuto.
Il giovane Pavarotti
decise di non
intraprendere subito
una carriera
musicale vera e
propria, evitando
così il
conservatorio di
musica. Per un lungo
periodo invece
dedicò i suoi studi
all'insegnamento,
per diventare un
insegnante di
educazione fisica ed
insegnare in seguito
alle scuole
elementari per due
anni, dopo essersi
iscritto
nell'istituto
magistrale di Modena
(la stessa scuola
frequentata anche da
Francesco Guccini).
Pur proseguendo la
sua carriera
nell'insegnamento,
non aveva
abbandonato gli
studi di canto con
il tenore Arrigo
Pola (di cui
manterrà canoni e
principi nella sua
futura carriera) e
alla partenza di
questi per il
Giappone, tre anni
dopo, proseguì la
sua preparazione con
il maestro Ettore
Campogalliani, con
il quale perfezionò
la tecnica del
fraseggio e della
concentrazione. Per
sua stessa
ammissione, i due
sono restati per
sempre i suoi unici
e onorati maestri.
Negli anni
successivi, entrato
a pieno regime nel
mondo della lirica e
sempre continuando i
suoi studi canori,
il giovane tenore
ottenne un primo
successo musicale in
una delle sue
esibizioni con il
padre in Galles, nel
corso del
Festival di
Llangollen dove
si aggiudicò il
primo premio. Nel
1961 ottenne il
primo riconoscimento
personale, nel
Concorso
Internazionale
Achille Peri. La
vittoria di questo
concorso consentì al
giovane Pavarotti di
esibirsi davanti al
grande pubblico,
come il 29 aprile
1961 quando ottenne
la sua consacrazione
artistica salendo
sul palcoscenico del
Teatro Municipale di
Reggio Emilia per
interpretare il
ruolo di Rodolfo
ne La Bohème
di Puccini, diretta
da Francesco
Molinari Pradelli. Per
ammissione dello
stesso tenore,
l'opera pucciniana è
rimasta quella più
rappresentativa del
suo repertorio,
tanto che Rodolfo
sarebbe divenuto nel
corso della sua
carriera una sorta
di suo alter-ego sul
palco. La messa in
scena de La Bohème
fu riproposta in
diverse città
d'Italia ed ebbe
addirittura alcune
richieste
all'estero;
Pavarotti
interpretava inoltre
il ruolo del Duca di
Mantova nel
Rigoletto, a
Carpi, a Brescia e
al Teatro Massimo di
Palermo, dove, sotto
la direzione del
maestro Tullio
Serafin, ottenne un
buon successo e
consacrò la sua
figura di tenore in
tutta Italia. Sempre
del
1965 la sua
interpretazione de
L'elisir d'amore
di
Donizetti, e
ancora nello stesso
anno si ebbe il suo
debutto al
Teatro alla Scala
di
Milano,
dove il
tenore fu espressamente richiesto da
Herbert von Karajan
per la
La Bohème
di
Puccini;
visto il successo,
l'anno seguente
Pavarotti fu
chiamato nuovamente
per la
Messa da Requiem
in memoria di
Arturo Toscanini.
Nel 1966
l'esibizione alla
Royal Opera House
di Pavarotti e la
Sutherland ne
La Fille du régiment
di
Donizetti,
opera che permetterà
al tenore di
trasformarsi in
leggenda sei anni
più tardi. L'exploit
arriva il
17 febbraio
1972, al
Metropolitan Opera
di
New York,
dove in occasione
dell'esecuzione
dell'opera
sopracitata esegue
nove do acuti,
difficilissimi da
emettere a voce
piena, in maniera
sciolta e naturale
nell'aria "Ah, mes
amis". Riceve una
standing ovation
senza precedenti che
lo chiama al
sipario per
ben 17 volte, un
record finora imbattuto. Nel maggio del
1984, si
esibisce nel
prestigioso
Royal Opera House
di
Londra, e di fronte a Lady Diana e
al marito
Carlo d'Inghilterra
oltre al pubblico di
2000 persone,
celebra con una
grandiosa
interpretazione il
concerto di
beneficenza nella
capitale inglese,
ottenendo 5 minuti
ininterroti di
applausi dal
pubblico e quattro
chiamate in scena.
Pavarotti arriva nel
giugno del
1986 ad
esibirsi a
Pechino, per
un concerto
attesissimo al
teatro al Teatro
delle Esposizioni.
L'esibizione ottiene
grande riscontro dal
pubblico, che
richiama il maestro
in scena per un
secondo spettacolo
ripreso in diretta
dalle tv cinesi,
italiane ed
americane. Al primo
spettacolo ne
seguono altri nei
giorni successivi
(tra cui la
Boheme),
tutti accolti e
seguiti con grande
entusiasmo dal
pubblico orientale.
A partire dagli
anni novanta,
Pavarotti ha curato
molto i concerti
all'aperto,
sfruttando stadi e
parchi, che si sono
rivelati dei buoni
successi. Nel luglio
del 1991, davanti ad
un pubblico record
di 330.000 persone,
Pavarotti si
esibisce a
Londra, ad
Hyde Park,
con spettatori
ancora una volta
Lady D e il
marito
Carlo. Lo
spettacolo colpì
incredibilmente
l'opinione pubblica
inglese grazie alla
carica di Pavarotti
e alla sua
incredibile voce,
spingendo un gruppo
di duecento tra
artisti e
personalità illustri
inglesi a chiedere
di conferire al
tenore il titolo di Lord.
Nel dicembre del
1991, allo
stadio Pacaembù di
San Paolo in
Brasile,
oltre 50.000
spettatori paganti
si radunarono per il
concerto di
Pavarotti, terminato
con uno
spettacolo
pirotecnico.
Nel
giugno 1993, oltre 200.000 si
radunarono per
ascoltarlo nel
concerto gratuito
Central Park
(New
York) ,
mentre in milioni
seguirono lo
spettacolo in
diretta televisiva.
A
settembre
dello stesso anno,
all'ombra della
Torre Eiffel
a
Parigi, riunì oltre 70.000 persone per un concerto trasmesso anche
in diretta tv da
Canal PlusA
San Pietroburgo,
31 maggio
2003. Nel
luglio del
2001
l'artista modenese
si esibisce per la
seconda volta ad
Hyde Park a
Londra, davanti ad un pubblico di 70.000 persone. Nel 2002, i dati
di vendita delle
produzioni di
Pavarotti,
indicavano oltre 65
milioni di copie
vendute nei suoi
oltre 30 anni di
carriera.
Nel
1998 si
esibirono a
Parigi in
occasione della
finale dei Mondiali
di
Francia
e nel
2002 a
Yokohama sempre
per la finale dei
campionati mondiali
di calcio, questa
volta in
Giappone e Corea.
Nel
2004, in
occasione dell'addio
ufficiale all'opera,
al
Metropolitan Opera
House dove
recitava la «Tosca»
ha ricevuto
un'ovazione dai
4.000 spettatori di
35 secondi quando è
apparso sul palco
poco dopo l' inizio
del primo atto. Nello stesso anno
ha tenuto un
concerto all'Arena
di Pola in
Croazia, dove
due anni prima aveva
anche cantato con
Placido Domingo
e
José Carreras. A
febbraio del
2006 ha cantato
durante la cerimonia
di inaugurazione dei
XX Giochi olimpici
invernali,
ultima esibizione
dal vivo del Maestro,
e nel
luglio dello
stesso anno è stato
operato d'urgenza in
un ospedale di
New York per
l'asportazione di un
tumore maligno
al
pancreas.
LA
VITA DI
GEORG
FRIEDRICH
HANDEL
(terza
parte)
Care selve,
con la
splendida
voce di
Luciano
Pavarotti
La svolta
arriva
all'inizio
del 1705 con
la prima
opera
scritta da
Handel, “Almira”.
E' un'opera
scritta su
libretto
tedesco che
già mostra
molte delle
qualità di
fine
strumentatore
di Handel
mentre
appaiono
ancora
modeste le
sue risorse
di
melodista.
“Almira”
totalizza
trenta
repliche e
vede
esaurirsi
tre ristampe
del
libretto:
successo e
polemiche
animate
anche dal
principale
compositore
cittadino,
Reinhard
Kiser,
portano alla
commissione
di una
seconda
opera da
parte
dell'impresario
del teatro.
“Nero” (la
cui musica è
andata
perduta)
stavolta è
un fiasco .
Handel però
raccoglie
già i
benefici del
successo,
come
l'ammirazione
di due
importanti
aristocratici
di passaggio
ad Amburgo,
il principe
Gian Gastone
de' Medici e
suo fratello
Ferdinando
che invitano
il musicista
in Italia.
Anche se
dubbioso,
Handel
decide di
accettare ma
rifiuta di
farsi
offrire il
viaggio:
nell'autunno
del 1706 il
ventunenne
lascia
Amburgo per
recarsi nel
bel paese.
A Firenze,
prima tappa
del viaggio,
Handel è
ospite di
Cosimo III e
frequenta la
residenza di
Ferdinando a
Pratolino,
dove
incontra per
la prima
volta
Alessandro
Scarlatti.
L'atmosfera
della
capitale del
Granducato
di Toscana è
piuttosto
sonnolenta
ed Handel,
intascata la
commisione
per un'
opera,
decide di
trasferirsi
a Roma, dove
le cronache
di Valesio
ne
registrano
le
sbalorditive
prodezze
all'organo
in San
Giovanni in
Laterano già
nel gennaio
1707. La
vita
musicale
romana è
intensa,
imperniata
sulle corti
che nobili e
cardinali
mantengono
nei propri
palazzi.
Spicca
quella del
cardinale
Ottoboni,
munifico
nipote di
papa
Alessandro
VIII,
appassionato
di musica,
che mantiene
un'intera
orchestra a
palazzo,
possiede
un'immensa
biblioteca
musicale e
tiene al suo
servizio
Arcangelo
Corelli,
Antonio
Caldara ed
Alessandro
Scarlatti.
Mentre già
ha iniziato
a dedicarsi
alla musica
sacra
controriformista,
Handel viene
attratto
nell'ambito
di questa
raffinata
corte dove
avviene il
primo
incontro con
il genere
dell'oratorio,
forma
musicale che
si stava
definitivamente
affrancando
dall'ambito
chiesastico
per assumere
vita
autonoma.
Nel 1707 il
palazzo del
cardinale
Ottoboni
ospita con
grande
successo
l'esecuzione
del primo
oratorio
handeliano:
“Il trionfo
del tempo e
del
disinganno”.
Il libretto
è firmato
dal
cardinale
Benedetto
Pamphilj.
Dopo
l'estate
Handel si
trasferisce
brevemente a
Firenze per
adempiere ai
suoi impegni
e tocca all'
Accademia
degli
Infocati
tenere a
battesimo
“Rodrigo”,
prima opera
italiana del
“caro
Sassone”,
come hanno
iniziato a
chiamarlo.
Fine terza
parte.
_______________________
LA
VITA DI
GEORG
FRIEDRICH
HANDEL
(seconda
parte)
Tratto da:
“I Classici
della
musica”,
collana a
cura di
Eduardo
Rescigno
Handel's
Allegro
Maestoso
(Water Music
Suite 2)
Dopo un anno
di studi
nasce la
prima
raccolta di
composizioni
handeliane,
un gruppo di
sei sonate
per oboe e
basso
continuo.
Il piccolo
musicista
comincia a
viaggiare e
la corte di
Berlino è
una meta
obbligata.
Il
cembalista
prodigio
stupisce l'
Elettore e
sua moglie
Sofia
Carlotta e
conquista le
simpatie di
uno dei
musicisti di
corte,
Ariosti,
ottenendo a
denti
stretti
anche il
rispetto di
Giovanni
Bononcini,
di cui suona
a prima
vista una
cantata irta
di
difficoltà
tecniche.
L'Elettore
vorrebbe che
il piccolo
prodigio
rimanesse a
corte e
progetta di
mandarlo a
studiare in
Italia, ma
sembra che
la giovane
età di Georg
Friedrich,
le necessità
di famiglia
ed i
consigli di
amici
avveduti
abbiano
persuaso il
ragazzo ed i
familiari a
declinare
l'offerta.
Sin da
questo
episodio
giovanile
emerge un
aspetto
peculiare
del
carattere di
handel, che
per tutta la
vita pur
mantenendo
eccelenti
rapporti con
il potere
sovrano e
godendo
spesso di
protezioni
altolocate,
rifuggirà
sempre da
ogni impiego
stabile a
corte.
Handel
studia
ancora ad
Halle quando
nel febbraio
1697 muore
il padre,
per il quale
il figlio
minore
compone un
dolente
poemetto che
firma “G.F.
Handel,
dedicato
alle arti
liberali”. E
infatti
diligentemente
nel 1702 si
iscrive
all'Università
di Halle.
Dopo solo un
mese lo
studente
Handel
riceve il
primo
incarico
ufficiale di
musicista.
Il contratto
con i padri
della
cattedrale
di Halle, a
fronte
dell'alloggio
e di
cinquanta
talleri di
salario,
prevede che
Handel debba
“suonare
l'organo
tutte le
domeniche...in
tutte le
festività a
anche in
ogni altra
occasione
straordinaria”.
Al termine
del primo
anno di
prova Handel
lascia il
servizio di
organista e
parte per
Amburgo.
Dopo il
teatro di
corte di
Berlino, l'
Opera di
Amburgo era
la più
prestigiosa
della
Germania del
Nord, dotata
di una
compagnia
stabile e di
una buona
orchestra.
Handel si
ambienta
rapidamente
nella ricca
città
anseatica,
impiegandosi
come
violinista
nell'orchestra
del teatro e
dando
lezioni di
clavicembalo.
Ad Amburgo
conosce il
compositore
John
Mattheson,
che era
anche
attore,
cembalista
ed
all'occasione
perfino
cantante. I
due
diventano
amici e
Mattheson,
di quattro
anni più
grande, si
impegna a
introdurre
il giovane
nei circoli
musicali
cittadini.
Il musicista
di Halle si
mostra
ferrato in
armonia e
contrappunto,
scrive in
stile
polifonico e
improvvisa
con
straordinaria
facilità, ma
ad Amburgo
si deve
confrontare
con lo stile
italiano e
francese,
soprattutto
nel campo
operistico.
Lo stesso
amico
Mattheson
gli
rimprovera
un'eccessiva
meccanicità
nella
composizione
e scarsa
dimestichezza
con la
melodia,
caratteristica
principale
delle arie
italiane
tanto in
voga.
Secondo il
racconto di
Mainaring,
emerge anche
il carattere
impetuoso di
Georg
Friedrich
che contende
il posto di
primo
clavicembalo
dell'opera a
un musicista
locale, il
quale non
accetta di
essere
surclassato
e tenta di
eliminare lo
straniero a
sciabolate,
providenzialmente
fermate da
una
voluminosa
partitura.
C.A.
_________________________________
VITA DI
GEORG
FRIEDRICH
HANDEL
La storia di
Georg
Friedrich
Handel
inizia nella
lontana
cittadina
tedesca di
Halle, a
trenta
chilometri
circa da
Lipsia.
Georg Handel
padre
proviene da
una famiglia
borghese ed
è un
apprezzato
barbiere
chirurgo,
divenuto
valet de
chambre del
duca di
Sassonia-Weissenfels.
Rimasto
vedovo il
sessantenne
Handel sposa
Dorothea
Taust,
figlia di un
pastore
luterano. Il
primo
documento
che parla
del figlio
Georg
Friederic
Handel è
proprio
l’atto di
battesimo
conservato
negli
archivi
della
Liebfrauenkirche
e datato un
giorno dopo
la sua
nascita, il
24 febbario
1685. Nel
medesimo
anno nascono
anche Johan
Sebastian
Bach e
Domenico
Scarlatti.
G. F.HANDEL
- La
Lucrezia
Tutte le
informazioni
sull’infanzia
di Handel ci
vengono dai
“Memoirs of
the Life of
the Late
Georg
Frederic
Handel”
(1760),
resoconto
redatto da
John
Mainwaring
basandosi
sui racconti
del fedele
amico Jhon
Cristopher
Smith, che
riferiva i
ricordi
diretti del
musicista
sassone. E’
questa la
prima
biografia di
un
compositore
che sia mai
stata
scritta. Da
Mainwaring
sappiamo che
il piccolo
Georg
Friedrich
mostra una
spiccata
propensione
per la
musica e
nonostante
le
proibizioni
del padre -
che ne
voleva fare
un giurista-
impara a
suonare il
clavicordo,
portandone
uno in casa
di nascosto
per
esercitarsi.
Mainwaring
racconta
come il
giovane
Handel
commuovesse
il padre
seguendo
lungamente a
piedi la
carrozza pur
di poter far
visita a
corte al
fratellastro
Karl, molto
più grande
di lui,
impiegato a
Weissenfels
come
valletto.
Durante una
di queste
visite
sembra che
il piccolo
Handel
attirasse
l’attenzione
del duca,
suonando
l’organo
della
cappella al
termine
della
funziona
liturgica.
Grande
appassionato
di musica,
il duca
chiede di
conoscere il
figlio del
suo
cerusico,
con il quale
ha un franco
scambio di
idee: di
avviso assai
diverso
rispetto ai
cortigiani
che
disprezzavano
la
professione
di musicista
ed avevano
persino
suggerito di
tagliare al
ragazzo le
dita per
“guarirlo”,
il duca
consiglia di
assecondare
le
inclinazioni
naturali del
piccolo
Georg
Fiedrich ed
avviarlo
agli studi
musicali,
promettendo
di
sostenerlo.
Handel:
Musette,
larghetto
Il padre
cede ed il
giovane
Handel viene
dunque
affidato
all’organista
della
Liebfrauenkirche
di Halle,
Friedrich
Wilhelm
Zachow, che
possiede
un’ampia
biblioteca
di musiche
di autori
tedeschi ed
italiani:
Buxtehude,
Kuhnau,
Caldara,
Corelli,
Steffani,
Bononcini,e
Vivaldi.
L’allievo
divora
manoscritti
e partiture,
impara a
suonare
l’oboe ed il
violino,
copia le
composizioni
dei diversi
autori
imparando a
distinguerne
gli stili,
apprende i
principi
dell’armonia.
Pare che
Handel
conservasse
per tutta la
vita un
volume
manoscritto
di quegli
esercizi che
ancora J.C.
Smith potè
vedere e che
– se
ritrovato
–potrebbe
gettare
nuova luce
sugli anni
di
apprendistato
del
compositore.
Dopo un anno
di studi
nasce la
prima
raccolta di
composizioni
handeliani,
un gruppo di
sei sonate
per oboe e
basso
continuo.
C.A.
Fine prima
parte.
_____________________
Gli ABBA, un
grande gruppo degli anni '70
Una delle più
belle canzone del loro repertorio: Dancing queen
Gli ABBA
sono stati un gruppo musicale pop svedese ed i rappresentanti
musicali della Scandinavia più blasonati e di maggior successo. Si
stima che abbiano venduto oltre 375 milioni di dischi in tutto il
mondo, rendendoli uno dei gruppi più popolari nella storia della
musica leggera e vendono ancora oggi due o tre milioni di copie
all'anno. Gli ABBA hanno raggiunto un successo mondiale e sono
considerati tra i più celebri esponenti della musica pop
internazionale.Nella loro Svezia si stima inoltre
che soltanto la casa automobilistica Volvo abbia ottenuto dei
profitti maggiori. Si calcola che gli ABBA siano il quarto gruppo
nella storia della musica come numero di copie di album vendute.
Il nome del gruppo deriva da un acronimo formato dalle
lettere iniziali dei nomi dei membri e lo si trova scritto anche
come Abba. La prima 'B' nella seconda versione del logo del
nome del gruppo appare rovesciata a partire dal 1976 in tutte le
copertine dei loro dischi e del materiale promozionale. Il gruppo si
costituì intorno al 1970 con la formazione che avrebbe sempre
mantenuto: Björn Ulvaeus, Benny Andersson, Agnetha Fältskog e
Anni-Frid Lyngstad (meglio conosciuta come "Frida"). Quattro anni
dopo erano già all'apice della loro carriera musicale dopo aver
vinto l'edizione dell'Eurofestival nel 1974 con Waterloo; da
allora raggiunsero grande successo e popolarità mondiali. Al massimo
della loro celebrità, entrambi i matrimoni dei componenti del gruppo
(Björn con Agnetha e Benny con Frida) fallirono. Il gruppo si
sciolse nel 1982 e, da allora, nessuna reunion è stata mai
progettata dai quattro; nel 2000 fu proposto agli ABBA di riunirsi
per un tour di 100 concerti in cambio di un compenso pari ad un
miliardo di dollari, ma rifiutarono "per non deludere i fan". Il 15
marzo 2010 sono stati inseriti nella Rock and Roll Hall of Fame. Gli
ABBA furono il primo gruppo non anglofono dell'Europa continentale a
raggiungere un successo così ampio nei paesi anglofoni, come il
Regno Unito, l'Irlanda, gli Stati Uniti, il Canada, l'Australia, la
Nuova Zelanda ed il Sud Africa. Tra i loro più grandi meriti, ci fu
la legittimazione dell'industria musicale scandinava come fonte di
successo internazionale, spianando la via ad altri gruppi svedesi
dei più svariati sottogeneri pop e rock come Ace of Base, Roxette,
The Cardigans, Europe, Alcazar
_________________________
Eva Cassidy, il
country a cavallo tra pop, jazz e rock
Eva Cassidy - Songbird
Ricevette la
prima educazione musicale dal padre e imparò a suonare la chitarra.
Fece parte di un gruppo musicale familiare, assieme al fratello
Danny ed al padre Hugh, con cui si esibiva nell'area di Washington.
Fece parte di un gruppo pop giovanile, gli Stonehenge, con cui
suonava e cantava nei locali della zona. Nel 1986 fu scoperta dal
produttore Chris Biondo, che la introdusse nel mondo musicale
professionale e la spinse a formare un suo gruppo, la Eva Cassidy
Band. Nel 1991 iniziò con Chuck Brown una collaborazione
artistica che si concretizzò in diversi concerti, compreso uno al
Blues Alley di Washington, nel 1996, da cui è tratto l'album dal
vivo Live at Blues Alley, uscito postumo nel 1997. Eva
Cassidy morì a causa di un melanoma nel 1996. Eva non ricevette
grandi riconoscimenti per il suo lavoro mentre era in vita: rimase
una cantante limitata all'area di Washington e non trovò una grande
casa discografica che si interessasse a lei. Fu soltanto dopo la sua
morte che, grazie alla trasmissione di alcune sue canzoni da parte
della BBC Radio Two in Gran Bretagna, i suoi album divennero
conosciuti e richiesti. Le sue registrazioni pubblicate postume
hanno venduto più di quattro milioni di copie e, all'inizio del
2001, la sua raccolta Songbird ha raggiunto la posizione
numero uno nella classifica inglese.
_______________________
Pink Floyd,
complesso immortale
Wish you were here
I
Pink Floyd sono stati una rock band britannica formatasi
nella seconda metà degli anni sessanta che, nel corso di una
lunga e travagliata carriera, è riuscita a riscrivere le
tendenze musicali della propria epoca e a diventare uno dei
gruppi più importanti della storia. Sebbene agli inizi siano
stati influenzati prevalentemente dal rock psichedelico e
dallo space rock, il genere al quale appartengono è in
prevalenza il rock progressivo. Caratterizzati da testi
filosofici, esperimenti sonori, grafiche innovative e
spettacolari concerti, nel 2006 si è stimato che abbiano
venduto oltre 250 milioni di dischi in tutto il mondo, di
cui 74,5 milioni nei soli Stati Uniti d'America. I Pink
Floyd hanno influenzato considerevolmente la musica
successiva, dai gruppi progressive degli anni settanta, come
Genesis e Yes, fino a musicisti contemporanei, come Nine
Inch Nails e Dream Theater. Il gruppo, nato a Londra nel
1965, è formato dal cantante e chitarrista Roger Keith "Syd"
Barrett, dal bassista George Roger Waters, dal batterista
Nicholas Berkeley "Nick" Mason e dal tastierista Richard
William "Rick" Wright. Nel 1968 si aggiunge al gruppo il
chitarrista David Jon "Dave" Gilmour, che sostituisce
Barrett, costretto ad abbandonare da problemi psichiatrici
esacerbati dall'uso di droghe pesanti. La band, dopo essersi
fatta notare grazie a lavori di stampo psichedelico,
raggiunge la maturità con Atom Heart Mother e
Meddle, e si afferma a livello mondiale con The Dark
Side of the Moon e i successivi album, tra cui Wish
You Were Here, Animals e The Wall, che
consegnano i quattro alla storia del rock. La formazione non
subisce sostanziali cambiamenti fino al 1985, escludendo una
parentesi in cui Wright figura solo come turnista. Nel 1985
Waters abbandona il gruppo; i membri rimanenti pubblicano
successivamente altri due album studio di notevole successo:
A Momentary Lapse of Reason e The Division Bell.
La formazione cessa la propria attività nel 1995, e si
scioglie nel 2006, quando Gilmour nega ufficialmente la
possibilità di una reunion. Con la morte di Wright, nel
2008, si spengono di fatto le speranze dei fan di rivedere
la band con tutti e quattro i componenti.