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, ma avevo già pagato tutto, mi sarebbe dispiaciuto non partecipare

 

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    Pubblicazione del 27 gen 2024

 

Fiore di maggio - Zucchero

 

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27 gennaio, giorno della memoria

Come è possibile commemorare il giorno della memoria mentre gli israelina (sionosti) si stanno accanendo contro un popolo inerme. Più di 25000 vittime in meno di quattro mese, più di un israeliano innocente per 25 palestinesi innocenti.

E' la scusa che voleva Netanyahu per cancellare dalla faccia della terra la striscia di Gaza per le sue mire espansionistiche e di vendetta verso il mondo. Hamas è solo la conseguenza di 80 anni di occupazione e di soppressione di un popolo che ha diritto, come del resto Israele, ad avere una propria patria.

Tutto continuerà e saraà come sempre sino a che verrà applicata la risoluzione ONU di due popoli e due stati. E ciò che è imcredibile che i rappresentani della nostra destra destra al governo sostengano l'invasione di Gaza più di quanto facciano gli stessi israeliani. E' vergognoso.

Commemorare oggi gli eccidi degli ebrei da parte della Germania nazista senza piangere e unirsi al dolore dei palestinesi è pura IPOCRISIA.

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Ciao 2023

Dopo alcuni non proprio belli il 2023 mi ha fatto uno dei doni più importanti, la serenità. E' iniziato con belle soddisfazioni sportive, ben tre maratone, Roma, Ravenna e Venezia, una 50Km a Castel Bolognese e mi è mancata l'ulima partecipazione alla 100km del Passatore  per via della maledetta alluvione che ha devastato una delle terre italiche che amo di piu. E che dire della traversata dello stretto di Messina a nuoto.

Le uscite in barca sono state innumerevoli e molto fruttuose, i miei amici di Facebook hanno avuto modo di ammirare i miei trofei.

C'è stata anche un altra avventura sul cammino di Santiago le cui esperienza pregesse mi hanno reso punto di riferimento per molti e accompagnatore di alcuni.

Il 2023 ha consolidato conoscenze dell'anno precedente e si presentano alle soglie del 2024 come ramificazioni di uno stesso albero che sembra avere radici profonde.

Infine sono stato circondato dall'affetto delle mie figlie e dei miei splendidi nipotini che riempiono quotidianamente la mia vita con il loro affetto.

Grazie, 2023. Chiedo al 2024 solo una cosa, la stessa serenità del suo predecessore.

Auguri miei sconosciuti lettori.

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Unire la cultura allo sport

Anche questa è stata un'esperienza unica. Siamo arrivati sabato ed è iniziata la visita ala bellissimo parco archeologico con la sapiente descrizione di una bella guida che ha saputo raccontare imùn ogni dettaglio la storia del sito, della città e della regione.

Domenica la gara iniziata sotto una pioggia battente che per fortuna ciha risparmiato dopo circa 30 minuti.

La vista del traguardo, nonostante le mie tante maratone, è sempre emozionante.

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Vivere Venezia

Un'altra bellissisma esperienza vissuta tra le calli di Venezia con la suggestione dell'acqua alta che ha innondato piazza San Marco e tutta la riva degli Schiavoni. Esco dalla visita al bellissimo palazzo ducale e trovo 20cm d'acqua che rendevano impossibile il passeggio. I venditori ambulanti proponevano gli stivali di plastica a 10 euro la coppia. Neanche per idea, ho sollevato i jeans all'altezza delle ginocchia, ho sfilato scarpe e calze e ho passeggiato a piedi nudi. Fantastico!

Poi, la domenica c'è stata la maratona. Gli organizzatori ci hanno portato a Stra presso la villa Pisani. Alle 10:40 la partenza in un fiume di maratoneti e l'applauso della gente che ci vedeva sfilare.

Mi sono cimentato in questa maratona senza alcuna preparazione atletica, sino a due settimane prima ero stato fermo per una tendinite, ma era già tutto pagato e mi sarebbe dispiaciuto rinunciare. Sono partito e ho tenuto bene, con mia sorpresa, per 30km circa, poi ...si è spento il motore. Gli ultimi 12km sono stati davvero duri.

Lungo il percorso, qyando ero già in crisi profonda, vengo superato da un maartoneta più anziano di me. Non lo posso accettare, mi sono detto. Abbiamo cominciato a superarci vicedevolmente sino a quando la visto andare. L'ho nuovamente raggiunto sul ponte della Libertà che si trascinava. Mi sono affiancato e mi sono complimentato con lui per come combatteva con sè stesso per non abbandonare. Gli ho chiesto di che anno fosse: 1941! A 82 anni in maratona. Tanto di cappello per la sua voglia di vivere e di non sentirsi ...over.

Sono arrivato al traguardo avviamente stremato come non mi era mai capitato, però ho visto il traguardo ...dalla parte giusta!

La medaglia, il ristoro e poi il turista. Venezia merita!

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La maratona di Venezia

Il prossimo 22 si corre la Venice Marathon, sono iscritto da giugno, lo ammetto,con un po' di ottimismo. La maratona richiede almeno tre mesi di preparazioni, alternando allenamenti su distanza sempre più lunghe sino a 30/35 km intervallati da ad allenamenti di velocità. Poi alla fine si prova un test maratona sui 32km per impostare il passo e preparare la mente alla fatica.

Bene, a 45 giorni dalla maratona ho bisogna del dentista che mi impone l'assunzione di antibiotoci.

Gli antibiotici regalano sempre sorprese, aggiustano qualcosa e ne guastano un'altra. Mi procurano una tendinite al gastrocnemio che mi obbliga a fermarmi per tre settimane. Quindi perdendo tutto quel po' di forma atletica che avevo acquisito.

Oggi ho solo una buona autonomia sui 10km. Che faccio, rinuncio?

Non ne ho voglia, io parto, come si dice da noi, dove arrivo pianto il zippo. Metti che il zippo lo pianta al 42esimo km?

Chi mi legge, mi sostenga col pensiero domenica 22 ottobre, dalle 9:30 in poi.

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La traversata dello stretto di Messina, io c'ero.

Attraversare a nuoto il tratto di mare che separa la Sicilia dalla Calabria è, nella mente di molti, un’impresa straordinaria. Chi non conosce lo Stretto lo associa spesso al mito di Scilla e Cariddi e si immagina un tratto di mare molto grande, imperversato da venti e correnti marine. La distanza che separa le due terre è di 3,5 km da spiaggia a spiaggia, percorribili in 60/90 minuti di nuoto continuato ad andatura regolare. La salinità, le correnti a favore, e la guida esperta dei capitani barcaioli, aiutano nello sforzo natatorio.

Nella vita capita a tutti di passare momenti belli in cui ci sentiamo gagliardi e momenti meno belli in cui bussano alla porta insicurezze e paure. Accettare e vincere le sfide, affrontando ciò che ci blocca e ci limita, è una sana opportunità per aumentare autostima e fiducia in noi stessi.

Attraversare a nuoto lo Stretto di Messina è una grande sfida contro i propri limiti, mentali oltre che fisici e tecnici. Per affrontare la Traversata non basta la voglia di mettersi in gioco.

Per attraversare a nuoto lo Stretto di Messina è necessario possedere  un buon livello tecnico e resistenza allo sforzo prolungato, oltre a un buon stato di salute.

Per livello tecnico si intende in primis un buon ambientamento all’acqua, ovvero sentirsi liberi e sicuri quando si è in acqua galleggiando bene anche dove non si tocca, ed una padronanza tecnica dello stile libero e della rana.

Per partecipare è necessario avere il certificato medico agonistico rilasciato da uno specialista in medicina sportiva. ilìmio ds tleta agonista era perfetto.

La resistenza è una qualità fisica fondamentale per attraversare lo Stretto di Messina, in quanto ci permette di mantenere uno sforzo prolungato nel tempo, resistendo alla fatica e utilizzando tutte le nostre energie fisiche e mentali

Si scoprei poi che è un'esperienza entusiasmante. Dopo qualche bracciata il fondale scompare per la profondità marina sino a diventare un blu intenso. A far compagnia ai nuotatori, oltre all'esperto barcaiolo e all'assistente (la mia una maratoneta) pronti a richiamarci quando le forti correnti ci spingevano fuori rotta, un'infinità di meduse che occorre scanzafre con un po' di abilità.

Il livello del mare tra Tirreno e Ionio è di circa 50cm. Questo implica che ci sono correnti con direzione diversa in base alla posizione della luna.

Quando riappare il fondale c'è il sollievo dell'avventura portata a termine e l'applauso degli spettatori a riva, quando si tocca terra e ci si può alzare, riempie d'orgoglio.

Da ripetere il prossimo anno? Certamente no, lo avevo detto anche dopo la mia prima 100km e poi ne ho fatte tante.

 

L'evento di Carrington

La mattina del primo settembre 1859 il giovane astronomo Richard Carrington stava osservando il Sole con il suo telescopio. La sua attenzione era stata catturata da un gruppo di macchie solari. Improvvisamente, alle 11.18, un fortissimo lampo di luce quasi lo accecò. Qualcosa di straordinario era appena successo e Carrington documentò la sua osservazione con un preciso diagramma. Il giorno successivo una serie di eventi eccezionali colpì tutto il pianeta: da Roma fino alla latitudine di Cuba fu possibile vedere un’intensa aurora boreale rosso sangue, i cavi in rame delle linee telegrafiche fusero, e alcuni incendi vennero appiccati dalle scintille che schizzarono dalle apparecchiature degli operatori del telegrafo. A causare questi fenomeni fu la tempesta geomagnetica generata dall’espulsione di massa coronale osservata da Carrington, la più potente mai registrata. All’epoca questa storia passo quasi come una curiosità ma un evento simile, oggi, potrebbe causare danni incommensurabili su scala planetaria.

Nella complessa danza che tiene in vita il nostro Sole che vede avvicendarsi gravità, flussi di plasma e campi elettromagnetici, alle volte del materiale viene espulso dalla corona, ovvero la parte più esterna e calda dell’atmosfera del Sole: guidati dalle curve del potente campo magnetico, elettroni e protoni, particelle cariche, vengono lanciati nello spazio in quelle che vengono chiamate CME (espulsioni di massa coronale). Se queste nubi di particelle raggiungono il nostro pianeta, queste vengono catturate dal nostro campo magnetico e generano perturbazioni geomagnetiche che, nell’atmosfera ionizzano i gas e generano le famose e splendide aurore boreali, in circuiti elettrici vengono generate correnti potentissime che rischiano di danneggiarli.

Cosa succederebbe se un fenomeno simile si dovesse abbattere sul nostro pianeta oggi? Nel 1859 l’elettricità era un fenomeno le cui applicazioni iniziavano appena a prendere piede e quindi le conseguenze dell’evento di Carrington furono contenute a qualche incendio nei pressi di impianti telegrafici e alla sospensione del servizio per 14 ore. Oggi la situazione sarebbe ben diversa. La nostra intera civiltà dipende dall’energia elettrica. I circuiti sono un’estensione del nostro vivere. Dagli smartphone ai computer che gestiscono i nostri conti in banca, da sistemi d’alimentazione degli ospedali ai frigoriferi e alle camere refrigerate che conservano i nostri alimenti. Un mondo colpito da una tempesta geomagnetica di elevata intensità sarebbe un mondo senza elettricità per giorni, se non addirittura settimane, in alcune zone mesi. I trasformatori delle centrali elettriche, infatti, sottoposti a flussi di corrente molto al di sopra della loro capacità, verrebbero danneggiati irreparabilmente. La loro fusione porterebbe al black-out. Un intero Paese che restasse senza elettricità per un periodo prolungato andrebbe incontro a gravissimi problemi. Dall’approvvigionamento dell’acqua potabile (senza elettricità le pompe non funzionano) al cibo non refrigerato, dal sistema di trasporti fermo alle industrie e alle aziende incapacitate a svolgere il loro lavoro. Una società colpita da una tempesta geomagnetica andrebbe incontro a danni enormi. Ma qual è la probabilità che accada un evento del genere e cosa possiamo fare per ridurre i danni?

Un’espulsione di massa coronale che ci colpisca in pieno è un evento molto raro. Rispetto al Sole, la Terra è un puntino lontano. Nonostante il basso rischio, monitorare costantemente la nostra stella è il primo passo per prepararsi. Fortunatamente abbiamo costantemente gli occhi aperti e potremmo avere un preavviso nel caso di CME (che comunque impiega diverse ore per raggiungere il nostro pianeta). Questo è fondamentale perché permetterebbe alle centrali elettriche di mettere in pratica diverse misure preventive che scongiurerebbero la distruzione (o almeno diminuirebbero i danni) di trasformatori e linee elettriche.

Così come gli impatti meteorici, anche per le tempeste geomagnetiche non si tratta di se ma di quando. Prima o poi in futuro una catastrofe di questo tipo potrebbe accadere. Sta a noi farci trovare preparati in modo tale da ridurre al minimo i danni.

La causa di tutto ciò dipende dalle macchie solari che geenrano emissioni elettomagnetiche in gran quantità, Quando è prevista la prossima tempesta solare? Avrebbe dovuto esserciil 23 dicembre 2023, ma gli astronomi ora la collocano a fine febbraio 2024.

Come faremo senza teelfonini?

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Dio, Allah

Non importa con che nome gli umani si riferiscano a te, caccia i malvagi e rendi giustizia a chi soffre.

Da cattolico dico, ti prego Gesù, ascoltaci.

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Natale di dolore

Un Natale con due guerre era impensabile solo due anni fa e a morire sono i soliti, gli indifesi, gli anziani e i bambini.

Quanti bambini hanno perso la vita, sono stati mutilati o sono senza genitori? Di chi sono le colpe?

Se nella guerra in Ucraina è facile assegnare le colpe alle mire espansionistiche di Putin, in Palestina la situazione è molto più complicata. Le ragioni sono antiche, di desiderio di appartenenza a una terra condivisa, dall'incapacità di Isreaele, dell'Europa e dell'ONU di trovare una soluzione condivisa.

Israele vive dal 1948 nella sua terra promesa, ma l'ha sottratta ai palestinesi. Questi sono tati confinati nelle alture del Golan e nella striscia di Gaza dove i coloni israeliani con l'aiuto della forza sionista continua a rosicchiare terra.

E così da quasi 80 anni ci si ammzazza, ci si vendica ci si uccide. Io vedo una nuova Shoah, quella della Palestina.

Ciò che rimane è la consapevolazza che a morire sono sempre gli innocenti.

Che augurio è possibile fare per questo Natale pieno di dolore? A me viene in mente solo uno, che i malfattori soffrano per tutto il 2024 e più le stesse pene degli innocenti. Anche a te, Benjamin Netanyahu.

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Popolo della Palestina, popolo dannato.

Con la fine del secondo conflitto mondiale, gli Stati Uniti si ritrovarono all’interno della commissione per la risoluzione del problema della ripartizione della Palestina. Il loro interesse nel redimere la questione rientrava all’interno delle nuove logiche di politica internazionale, sorte in seno allo scoppio della Guerra fredda, per la volontà britannica di rimettere il mandato britannico alle Nazioni Unite e anche perché la zona era ricca di giacimenti di petrolio.  

Un unico Stato federale per arabi ed ebreiL’ONU considerò due opzioni. La prima era la creazione di uno Stato ebraico e di uno Stato arabo indipendenti, con la città di Gerusalemme posta sotto controllo internazionale (sulla falsariga del piano di spartizione proposto nel 1937 dalla Commissione Peel). La seconda, chiamata Risoluzione 181, consisteva nella creazione di un unico Stato, di tipo federale, che avrebbe compreso sia uno Stato ebraico, sia uno Stato arabo.0

i arabi respingono il PianoLa risoluzione però, invece di preparare la pace, fu la premessa della guerra. La gran maggioranza degli arabi che vivevano in Palestina e la totalità degli Stati arabi già indipendenti respinsero il Piano. Da principio essi rifiutarono qualsiasi divisione della Palestina mandataria, e reclamarono il paese intero. 

In seguito alla dichiarazione d’indipendenza israeliana del 14 maggio, gli eserciti arabi invasero la Palestina. Le ostilità terminarono solo il 25 gennaio del 1949, con una chiara vittoria israeliana. I palestinesi rimanevano non solo senza Stato ma anche in larga maggioranza senza casa: iniziava qui il problema dei profughi. Una catastrofe che portò alla diaspora di un milione di palestinesi che a quel punto alimentarono il “mito del ritorno”.  

Nella regione palestinese, una delle più densamente popolate al mondo, vivono oltre due milioni di persone. Già più di 340mila, secondo le Nazioni Unite, quelle costrette a lasciare le proprie case in seguito ai bombardamenti dell'aviazione di Tel Aviv.

Ora una parte dei palestinesi sono confinati nella striscia di Gaza.

La Striscia di Gaza è un territorio costiero situato nella parte orientale del Mediterraneo, lungo la costa occidentale di Israele. È una striscia di terra relativamente stretta e lunga, che si estende per circa 41 chilometri in lunghezza e varia da 6 a 12 chilometri in larghezza.

La Striscia di Gaza è una zona di grande importanza geopolitica ed è stata al centro di conflitti e tensioni tra Israele e le organizzazioni palestinesi per molti anni. Dal 2007, la Striscia di Gaza è governata da Hamas, un gruppo militante palestinese considerato organizzazione terroristica da molti paesi, compresi Israele, gli Stati Uniti e l'Unione Europea.

Hamas è davvero un terrorista? Cosa pensavano gi austriaci quando i nostri carbonari combattevano per la loto indipendenza?

Non può finire qui e non può finire così. la questione palestinese va affrontata e risolta in un modo giusto. Ai potenti e alla nostra volontà il compito di ricercare la pace giusta.

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Gran Premio di Bari, sfilata delle auto d'epoca 1-2-3 maggio 2015
Torneranno a rombare per le strade della città, ricordando gli 'anni d'oro' del Gran Premio di Bari. Numerose e prestigiose sono le auto d’epoca di Formula 1, Formula 2 e Formula Junior che arriveranno in città per la rievocazione del Gran Premio di Bari, che si svolse nel capoluogo pugliese dal 1947 al 1956.



 

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Il Bar di A Viva Voce

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Come te nessuno mai - Elisa

   

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Amore sublime - Renato Zero

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Una valigia sempre aperta per conoscere il mondo e un baule di ricordi, di viaggi già fatti. L'entusiasmo per il futuro che ti aspetta e la nostalgia di un passato che il ricordo rende sempre più dolce. E nella rete dei tuoi pensieri, fitta come i rami di un albero, si intrecciano storie che continuano a dare il senso alla vita

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Abbiamo solo due vite, la seconda inizia quando ci rendiamo conto di averne solo una (Confucio)

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La puerta se apre a todo, infermo y santos, no solo catolicos, sino a un pagano. A judos herejes, ociosos y vano y mas brevemente a buenos y profanos.

Poema do XIII seculo,

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La vita è come un fiume che va al mare. Forse non siamo arrivati dove abbiamo desiderato andare, ma siamo giunti dove è giusto stare.

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Il tuo oroscopo giorno per giorno

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