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Aspettando l'estate - Franco Battiato

 

 

Il Camaleonte di Chechov

L'ispettore di polizia Očumelov attraversa la piazza del mercato, seguito da una guardia, quando si odono delle urla: l'orefice Chrûkin sta inseguendo un cucciolo di levriero che poco prima lo ha morso. Očumelov accorre e interroga i testimoni per identificare il proprietario del cane: essendo vietato lasciare i cani senza guinzaglio e senza museruola, il proprietario del cane, oltre a risarcire l'orefice, dovrà pagare una multa salata. Uno dei testimoni riferisce che si tratta del cane del generale Žigalov. Očumelov cambia allora la direzione delle indagini: non è possibile che un cagnolino così piccolo abbia morso un omone alto e grosso come l'orefice; quest'ultimo si è certamente ferito da solo e cerca di dare la colpa a un piccolo animale innocente. Un astante dice di aver visto l'orefice schiacciare la punta di un sigaro acceso sul muso del cane prima del morso. Un altro astante afferma però che il generale Žigalov ha solo cani da punta e di razza; Očumelov concorda che quel cane non è certamente di razza e occorre riprendere le indagini per ricercarne il padrone a tutela dell'orefice. Viene interrogato Prochor, il cuoco del gen. Žigalov, e costui conferma che il cane non è certamente di proprietà del generale. L'ispettore Očumelov si rafforza nel proposito di difendere Chrûkin e pronuncia ad alta voce minacce contro il proprietario del levriero. Il cuoco Prochor dichiara tuttavia che il cane è di proprietà di Vladimir Ivanyč Žigalov, il fratello del generale giunto da poco in città, un alto funzionario la cui importanza è nota all'ispettore. Saputo finalmente il nome del proprietario del cane, Očumelov chiude l'indagine: il cagnolino è simpatico e innocuo, il vero colpevole è Chrûkin, il quale viene minacciato dall'ispettore Očumelov («Avrai a fare i conti con me!») fra le risate della folla.

A voi la vostra riflessione

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La legge del ritorno

Molte cose nella vita non hanno prezzo, ma tutte hanno un ritorno. La legge del ritorno é un sistema in cui tutti i pezzi si adattano e lavorano nei meccanismi del destino o della casualità. In ogni momento che pensiamo o agiamo, rilasciamo energia nell'universo, come se lanciassimo un boomerang. Questo oggetto può andare lontano o vicino, ma una cosa é certa, tornerà sempre al punto di partenza. Molte cose nella vita non hanno un prezzo, ma tutte ritornano. Tutto funziona come un seme piantato che darà i suoi frutti. A volte la legge del ritorno é immediata: Spingiamo qualcuno in un angolo e presto ci troveremo noi in un angolo simile. Aiuti il tuo prossimo e presto un angelo (metaforico) apparirà nella nostra vita per offrirci una soluzione.  E' come un seme che germoglia in fretta. I ritorni immediati sono gli eventi più rari, ma accadono. Ci sono quelli in cui il boomerang della legge del ritorno impiega molto più tempo per tornare al punto d'origine. Magari in un momento di fragilità quando l'universo va a riscuotere il debito del passato e senza nessuno sconto o negoziazione. Diversamente, si passa la vita ad aiutare l prossimo e quando si pensa di dover rinunciare ai propri sogni o ci si ritrova in un momento di fragilità, il ritorno di qualcosa ci offre la ricompensa. In tantissimi eventi il boomerang impiega tantissimo tempo se non una vita intera, ma il conto finale verrà sempre presentato, se non in questa vita, nell'altra. Quando stiamo ricevendo del male stiamo forse pagando un debito del passato. Questo non assolve l'artefice del male, é solo che il boomerang é tornato a noi con il suo conto. La legge del ritorno é un meccanismo perfetto, tutto torna, ricordiamolo sempre.

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Perdonare e dimenticare

Perdonare qualcuno non significa condonare il suo comportamento. Non significa nemmeno dimenticare il modo con cui ci ha ferito e neppure concedergli di farci ancora del male. Perdonare significa fare pace con ciò che é successo. Significa riconoscere la ferita, dandoci il permesso di sentire il dolore e di comprendere che quel dolore non ci serve più. Significa lasciare andare il dolore e il risentimento per poter guarire e andare avanti.

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La mia maratona di New York

Dear Nicolangelo,

"Congratulations—you finished the 2018 TCS New York City Marathon! Along with more than 52,000 people from all over the world, you ran 26.2 miles through the five boroughs. We hope you take pride in your incredible accomplishment and had a day you will never forget. It was a thrill for us to greet so many of you at the finish line!".

E' l'inizio della mail che mi ha inviato l'organizzazione della maratona, a testimonianza della perfetta organizzazione che accompagna tutti gli atleti dalla accoglienza a ben dopo il superamento del traguardo.

La maratona di New York è per i maratoneti ciò che la Mecca è per i musulmani: bisogna andarci almeno una volta nella vita. Ed io, che sto volgendo al termine la mia carriera di runner, costellata di tante bellissime gare ed emozioni, che hanno accompagnato quasi tutta la mia età matura, non potevo mancare.

L'arrivo a Verrazzano bridge, luogo della partenza è di per sé spettacolare: erano stati dislocati poliziotti e militari, in completa tenuta da guerra, per proteggerci da possibili attentati. Mostravano le loro armi insieme a grandi sorrisi, saluti e incoraggiamenti. I circa 70.000 atleti sono stati accolti in un'area talmente grande dove c'era spazio per tutti. Le partenze sono state divise in quattro parti, prima gli atleti professionisti, poi tre onde diverse, i "Corral" che partivano a 20 minuti l'un dall'altro. Ogni Corral era a sua volta diviso in sei gruppi dove i primi tra sono partiti nella parte basse del ponte di Verrazzano, tra cui io, e gli altri, i più fortunati, nella parte superiore, e hanno potuto godere di una visuale ben migliore.

Il via, con un colpo di cannone, dopo aver ascoltato l'inno americano, è quello di ogni maratona, ma, superato il ponte, per tutti i 40 km successivi, due ali di folla hanno accompagnato gli atleti con incitamenti, applausi e incoraggiamenti. Gruppi di bambini si mettevano in fila con il braccio teso per il "cinque" . Gli adulti offrivano frutta e bibite da prendere al volo. Alcuni reggevano un cartello spiritoso "Tach for power", altri, immagini di atleti in gara e disegni di vario tipo. I chilometri si snocciolavano l'uno dopo l'altro. Sulla mia maglietta erano stampati i colori della nostra bandiera e le scritte, ITALIA e NICO. Sentivo chiamarmi lungo il percorso: ITTALLLIAAA NICCCCO, GOOOO, Forza. Stupendo.

Ho avuto a metà percorso una piccola crisi sul Queensboro bridge per la sua eccessiva pendenza, ma già sulla discesa sono ripartito con il mio passo costante, quello che chiamo, il passo maratona. Il passaggio per la zona di Central Park è stato pieno sofferenza, sia per le sue impegnative salite, sia perché si superano lì i 36km. Ma, quando manca così poco per la realizzazione di un sogno, si rallenta un po' e si stringono i denti.

Il passaggio sul traguardo, tra ali di folla e un fiume di atleti, mi ha regalato un'emozione grandissima che porterò sempre nella mia mente e nel mio cuore.

Ho corso la maratone di New York.

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Aforismi e pensieri

Tutto passa
Ma non certe emozioni
Non certi sogni
Non certe intese
Tornano
Bussano
Insistono
Resistono a tutto
Anche alla ragione

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Riflessione Buddhista: Non arrabbiarti con il pozzo che è secco perché non ti dà l'acqua,  piuttosto domandati perché continui ad insistere nel voler prendere l'acqua dove sai che non puoi trovarla.

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Non ti tagli mai quando si rompe il vaso, ma quando raccogli i cocci.

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Nelle mani di chi regala un fiore rimane sempre un po' di profumo

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Alcuni desideri sono naturali ma non necessari, alcuni sono necessari ma non naturali, altri non sono naturali né necessari ma irresistibili.

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Le cose migliori accodono per caso, un po' come le persone speciali. Le incontri all'improvviso.

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Qual è la differenza tra "Mi piaci" e "Ti amo"? Buddha risponde: "Quando ti piace un fiore lo cogli. Quando ami un fiore lo annaffi ogni giorno".

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Frugando nelle mie tasche una cosa ho trovato,
una chiave che apre un cuore già aperto:
amare é davvero tra i doni i più rari,
non perdi alla fine, o vinci od impari.”

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Mi hanno chiesto di che segno fossi, ho risposto: indelebile

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Sprazzi di vita racchiusi nelle luccichii dei riflessi.

Nel limpido del tuo blu

Mi sono tuffato come gabbiano

E mi sono sospeso sul mio mare.

Nella pace di un silenzio sacro

Dove le parole non servono

Dove le parole sono solo bolle d’aria vuote

Lasciate scoppiare nel caos di un cielo lontano

Vento più non mi ferisce e  volo verso te

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Un gabbiano è fatto a immagine del Grande Gabbiano, è un’infinita idea di libertà, senza limite alcuno. E' uno dei simboli che gli umani si fanno tatuare, come hai fatto tu, per portarmi sempre sulla tua pelle, per tutta la vita.

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Freddy Merculy in Barcellona a plaza de España

Uno degli artisti della musica rock che ho amato di più in una delle città che amo di più, una vera prova d'amore di un amore ricambiato: In quella piazza, plaza de España, ci sono stato tante volte, tra quelle colonne e quelle torri, tra quelle scalinate e fontane che si illuminano di tanti colori. Ci sono stato insieme a persone che ho amato e che amo. A Barcellona il mio cuore ha piantato una delle sue radici.

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"Nella mia vita ho commesso molti errori" è un'affermazione che tanti fanno. "Nella mia vita ho commesso tanti errori nella vita degli altri" è un'affermazione che nessuno fa.

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Vivere non è non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a danzare sotto la pioggia

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La violenza non è forza ma debolezza, né mai può essere creatrice di cosa alcuna, ma soltanto distruggerla. (Benedetto Croce)

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Calunniate, calunniate, qualcosa resterà. Attenti però, prima poi la verità viene a galla, anche se in ritardo. Sappiate poi nascondere la faccia (o è così tosta che non ve ne frega niente)

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Il rancore e la vendetta procurano altrettanto dolore a chi li subisce e a chi li esercita. Un sorriso può cambiare tutto e aprire nuove strade

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Una valigia sempre aperta per conoscere il mondo e un baule di ricordi, di viaggi già fatti. L'entusiasmo per il futuro che ti aspetta e la nostalgia di un passato che il ricordo rende sempre più dolce. E nella rete dei tuoi pensieri, fitta come i rami di un albero, si intrecciano storie che continuano a dare il senso alla vita

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Mai discutere con un idiota, ti trascina al suo livello e ti batte per esperienza (O. Wilde)

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Abbiamo solo due vite, la seconda inizia quando ci rendiamo conto di averne solo una (Confucio)

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Io non amo la gente perfetta, quelli che non sono mai caduti, che non hanno mai inciampato, La loro è una virtù spenta, di poco valore, a loro non si è svelata la bellezza della vita (B: Pasternak)

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Camminando si apprende la vita,
camminando si conoscono le persone,
camminando si sanano le ferite del giorno prima.
Cammina, guardando una stella, ascoltando una voce,
seguendo le orme di altri passi.

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La vita è come un fiume che va al mare. Forse non siamo arrivati dove abbiamo desiderato andare, ma siamo giunti dove è giusto stare.

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L'amore ti regala emozioni che non ti fanno sentire solo quando cammini nell'oscurità

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Un giorno apparirà nella nostra vita qualcuno che saprà riaccendere le luci che altri hanno spento

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Non aver paura di allontanare le persone che ti rendono infelice

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La vita è troppo breve per sprecarla a realizzare i sogni degli altri (Oscar Wilde)

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Il viaggio cambia un uomo.
Il punto di partenza sembra ormai lontano
e la meta non è un posto ma quello che proviamo.
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E non sappiamo né dove né quando arriviamo.

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Non ottenere ciò che vuoi
o perdere ciò che ami
è a volte
un meraviglioso colpo di fortuna

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Crisi di un sessantenne

Piaccio alle donne che non mi piacciono, non piaccio alle donne che mi piacciono.  (io)

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Quando un foglia si stacca dal ramo e cade nel fiume

non è più padrona del suo destino

e andrà dove il fiume la porterà

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Gran Premio di Bari, sfilata delle auto d'epoca 1-2-3 maggio 2015
Torneranno a rombare per le strade della città, ricordando gli 'anni d'oro' del Gran Premio di Bari. Numerose e prestigiose sono le auto d’epoca di Formula 1, Formula 2 e Formula Junior che arriveranno in città per la rievocazione del Gran Premio di Bari, che si svolse nel capoluogo pugliese dal 1947 al 1956.



 

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Il Bar di A Viva Voce

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Targa di riconoscimento alla carriera

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Il caffè di A Viva Voce

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New York Marathon

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100km del Passatore 2015

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Phantastic Philadelphia

Da guardare a schermo intero

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La ex V C

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Castel Bolognese, 25 apr. 2015

Arrivo, 50 km di Romagna 2015

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Il tuo oroscopo giorno per giorno

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Jonathan Livingstone

"E il gabbiano Jonathan visse il resto dei suoi giorni esule e solo. Volò oltre le Scogliere Remote, ben oltre. Il suo maggior dolore non era la solitudine, era che gli altri gabbiani si rifiutassero di credere e aspirare alla gloria del volo.

Si rifiutavano di aprire gli occhi per vedere."

"Il piccolo e anticonformista Gabbiano Jonathan riesce ad intravedere una nuova via da poter seguire, una via che allontana dalla banalità e dal vuoto del suo precedente stile di vita, e comprende che oltre che del cibo un gabbiano vive della luce e del calore del sole, vive del soffio del vento, delle onde spumeggianti del mare e della freschezza dell'aria."

J L

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